Il norcino Camaiorese Delizie di Gombitelli

Il borgo di Gombitelli è citato per la prima volta sotto il nome di Cumitellio o Chiomitelio (termine per indicare il conte), ma altri studiosi fanno derivare il nome da Gombete (gomito in dialetto locale) o dal termine medievaleGumbus, a sua volta derivante dal latino cubitus (gomito).

Il paese di Gombitelli fu citato per la prima volta (Cumitellio o Chiomitelio) nell’elenco dei beni appartenuti al Vescovado di San Martino, e successivamente fu citato nel 984 nei beni che il vescovo Teudigrimo allivellò a Gherardo. Il paese di Gombitelli sorse intorno al castello, a circa 400 m di altitudine, che venne ricordato in un documento di pergamena del 1029. Nel Medioevo il castello fu attaccato ed espugnato più volte dall’esercito dei Lucchesi e nel XIII fu distrutto; questo evento e un’epidemia causarono lo spopolamento del paese e la formazione di un’unica comunità con il paese di Torcigliano. Nel 1308 Gombitelli fu uno degli otto Comuni facenti parte della “Vicaria di Camaiore”.

Nel XVI secolo alcuni fabbri tedeschi, al seguito dell’imperatore Carlo V, decisero di fermarsi nel paese sulle colline di Camaiore: questi allora avviarono la fabbricazione di chiodi, chiamati “gavorchi” (che nel dialetto lucchese significa qualcosa di brutto, sgraziato), poiché venivano usati per la carpenteria e non erano ben rifiniti. Secondo altre fonti, l’origine di questo dialetto è da ricercare nell’arrivo di popolazioni dal Nord Italia nel XV secolo per lavorare il ferro . Un’altra fonte rammenta che il dialetto è stato portato nel 1442 da gruppi di persone provenienti da Villa Minozzo., mentre un’altra ancora riferisce che gli abitanti (anche in questa fonte gli abitanti si dedicavano per lo più alla lavorazione dei metalli) dal Nord Italia provenivano dalla zona di Bergamo.
Oggi di questa lavorazione si trovano i resti nei muri delle case, perché gli scarti della lavorazione del ferro venivano usati come riempimento della calce e della malta. Tra il XV e il XVI secolo il paese si ripopolò.

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Gombitelli è un paese del comune di Camaiore a circa 23 km da Lucca e vi si arriva percorrendo per circa 18 km la SP1 per Camaiore, e si svolta verso destra seguendo l’indicazione  Gombitelli.

Biroldo (1)

il Biroldo aveva lo scopo di recuperare i ritagli e le frattaglie difficilmente utilizzabili; oggi è invece il salume più caratteristico della Lucchesia e del comune di Camaiore. Le parti del porco utilizzate per la sua preparazione sono la testa, la guancia, il lardello ed alcune frattaglie come il cuore, la lingua e le cotenne, il tutto lessato una prima volta, poi macinato grossolanamente ed insaccato in budelli di suino insieme al sangue aromatizzato con sale e spezie. Fatto nuovamente bollire per diverse ore, viene poi messo a raffreddare in celle frigorifere. E’ un buon mangiare saporito per chi ama sapori forti e decisi.

soppressata sito

La soppressata toscana è un salume ricavato dal maiale. Il termine soppressata deriva dal verbo “soppressare” cioè stringere con soppressa. Il prodotto è ottenuto da un’attenta e scrupolosa selezione della carne di suino che si trova prevalentemente nella testa del maiale. Tagliata e mescolata con sale e spezie viene cotta per circa 8 ore e successivamente compressa all’interno di sacchi di juta. Ha la forma cilindrica, allungata, colore rosato caratteristico della carne cotta mentre il suo profumo intenso e il sapore richiamano molto le spezie usate. Viene tagliata a fette come il salame, ed è ideale per antipasti, aperitivi e spuntini. Si consuma con pane toscano senza sale e vini rossi robusti.
Dichiarazione assenza di glutine: Assente

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Mortadellina Nostrale prodotto di puro suino ottenuto dalla lavorazione e successiva stagionatura, compresa fra 30 e 60 gg, di carni selezionate magre di spalla con aggiunta di parti grasse di pancetta, insaccato in budello naturale e legato a mano. Superficie di taglio di colore rosata composta da carne macinata. Leggermente speziato, gusto Morbido, consistenza composta.
Destinazione d’uso: Salume da consumare crudo. Ottimo come antipasto e da gustare come spuntino accompagnato da pane casalingo.
Dichiarazione assenza di glutine: Assente.

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Prosciutto sgambato prodotto di puro suino ottenuto dalla salatura e successiva stagionatura, compresa fra 6 e 8 mesi, della coscia disossata. Al taglio il colore si presenta uniforme tra il rosa e il rosso inframmezzato dal bianco puro delle parti grasse. Aroma speziato dal gusto saporito.
Dichiarazione assenza di glutine: Assente.
Salume da consumare crudo. Ottimo come antipasto e da gustare come spuntino accompagnato da pane casalingo.

SALSICCIA PROSCIUTTELLA WEB

La SARCICCIA questo prodotto della norcineria lucchese risale a tempi molto antichi. Tutti i norcini ricordano che la salsiccia è sempre stata prodotta, almeno da quando nella Lucchesia vengono macellati i maiali. La tecnica di lavorazione e l’aspetto esteriore, confermano la tradizionalità di questo prodotto. Si presenta come una serie di elementi a forma più o meno cilindrica di 7-9 cm di lunghezza, con diametro di circa 5 cm, i cosiddetti “topini”, tenuti insieme e, nel contempo, distinti l’uno dall’altro da un filo di spago che corre per tutta la lunghezza del budello (2-3 metri). I “topini” sono tra le caratteristiche distintive del prodotto sia per l’irregolarità nella loro conformazione, artigianale, che per il loro aspetto assai “tozzo”, rispetto alle comuni salsicce. Il rapporto, equilibrato, tra parte magra e parte grassa rende l’impasto delicatamente morbido da essere spalmato sul pane. Odore e sapore sono di carne fresca speziata e delicata.

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